L'articolo è tratto da un sito internet (www.psicopedagogika.it) ed è stato pubblicato dalla dott.ssa Alessandra Banche dell'Università degli studi di Torino.
"La motivazione è la forza che spinge l’uomo ad agire per soddisfare le proprie esigenze.
Una persona manifesta molteplici necessità che possono essere differenziate in base all’importanza che hanno per le funzioni vitali. Per questo i bisogni sono stati classificati prendendo in considerazione la rilevanza di essi per la nostra sopravvivenza.
A partire dal livello più basso, abbiamo:
- i bisogni fisiologici, quali il mangiare, il dormire, il respirare, strettamente legati alle funzioni corporee;
- i bisogni di sicurezza, per sentirsi protetti. Il bambino ha bisogno dei genitori per questo motivo;
- i bisogni di appartenenza e di amore, corrispondono all’esigenza di sentirsi parte di un gruppo, di dare e ricevere amore;
- i bisogni di riconoscimento e di rendimento indicano l’esigenza di essere riconosciuti come persone capaci, di sentirsi meritevoli e competenti;
- il bisogno di realizzazione di sé, viene soddisfatto quando una persona riesce a sviluppare in pieno le proprie capacità;
- il bisogno di trascendenza implica l’andare oltre la propria individualità per sentirsi parte di qualcosa di più grande, di ordine cosmico o divino.
Una condizione indispensabile, per riuscire a soddisfare i bisogni collocati ai livelli superiori, è che tutti quelli di ordine inferiore siano stati soddisfatti. Avete mai sentito il detto “non si può pensare a pancia vuota?”. I bisogni posti ad un livello più alto richiedono maggiori capacità per essere realizzati, capacità che si sviluppano nel processo di crescita. Un bambino imparerà prima di tutto a mangiare, a cercare i genitori. Solo quando sarà più grande sentirà il bisogno di avere degli amici e ancora dopo vorrà ricevere i complimenti per un bel voto a scuola. Nella prima età adulta si inizierà a sentire l’esigenza di essere orgogliosi di sé, magari attraverso un lavoro impegnativo che gode di buona considerazione a livello sociale.
C’è un forte legame tra l’emozione (di cui si parla più approfonditamente in uno degli articoli di questa rubrica) e la motivazione. Potremmo dire che le emozioni mettono in luce come si reagisce ad uno stimolo, sia a livello psicologico che fisico, mentre la motivazione ci dà informazioni sul perché la persona sia spinta ad agire in un determinato modo. Ad esempio, uno studente dedica il fine settimana allo studio rinunciando al divertimento perché vuole prendere un bel voto quando sarà interrogato il lunedì mattina (motivazione), ma al momento di affrontare l’interrogazione, come starà? Potrebbe essere agitato e sentire il cuore battere più forte, impallidire quando il professore lo chiama, sentire i muscoli tesi (emozione).
È importante sottolineare che non tutti sentiamo gli stessi bisogni, essi sono legati alla nostra individualità, all’appartenenza ad un gruppo, ad una cultura. Ad esempio, la psicologia dei consumi presta grande attenzione allo studio di questi fattori per comprendere quali siano le motivazioni inconsce del consumatore. Questa branca della psicologia ha contribuito a mettere in luce l’importanza delle emozioni nella motivazione, contraddicendo la credenza secondo cui le persone motivate agiscono secondo i criteri della razionalità. Si è visto che le scelte del consumatore sono spesso dettate dai bisogni di prestigio, di conformarsi ad un gruppo per sentirsi parte di esso, di dipendenza, di identificazione con il leader, oppure dalla necessità di differenziarsi, di resistere alle pressioni sociali. Per soddisfare queste esigenze le persone si comportano secondo modalità difficilmente spiegabili con la logica ed acquistano oggetti per ciò che essi rappresentano e non per la loro effettiva utilità. Ad esempio, la scelta di abiti, di oggetti o di stili di vita sono rappresentativi, da un lato, dei gusti personali, ma dall’altro raccontano molto dell’ambiente di provenienza, della voglia di trasgressione o di dipendenza."
domenica 23 maggio 2010
lunedì 5 aprile 2010
Motivazioni da tutta Italia!
E' sempre bello, interessante e anche costruttivo raccontare un pò di sè stessi e, in particolare condividere le proprie esperienze di vita con chi, alla fine,si ritrova a condividere con te lo stesso percorso... Ho pensato, perciò, di prendere da un famoso sito di infermieri (www.infermieriattivi.it/phpbb3) alcune testimonianze di ragazzi che, sparsi in tutta Italia hanno scelto di... Essere Infermieri.
Skyes da Treviso:
"Aver lavorato in diversi altri settori: è un "valido" strumento per valutare "pro e contro" di una professione tanto delicata quanto bistrattata.
Ogni scelta, ogni passo fatto: dipendono da proprie predisposizioni.
Un "animo artistico" soffrirebbe nel fare il "contabile".
Un "animo ordinato" soffrirebbe nel "disordine artistico".
Oltre a questo: la legge della natura, l'adattamento nelle varie forme, porta ad accettare una professione piuttosto di un' altra.
Come vedi: molteplici risposte.
Ogni uomo ha la propria."
xx46it:
"Bella domanda....nel mio caso prevalse il senso pratico. Dopo qualche tentativo inutilissimo di vincere un concorso da maestra , dovetti soprassedere e trovarmi altro da fare. Fu un peccato per io adoro i bambini.....fu così che scelsi di diventare infermiera, invece di bambini mi sarei occupata di malati....sempre degli indifesi comunque.....pensavo che le due professioni si somigliassero.
Il fatto di indossare una divisa, avere rispetto per le regole e la disciplina, per la gerarchia e lavorare al servizio della gente rispecchiavano cose che conoscevo già , visto che mio padre una divisa l'ha indossata tutta la vita e mi ha trasmesso il suo senso del dovere e dell'onore.....
così sono diventata un'infermiera ......a volte penso che avrei preferito una divisa della polizia , forse avrei servito meglio il mio paese....quando l'ho detto ad una mia collega lei ha risposto "poveri noi se diventavi poliziotta!" Ci sono rimasta male."
Dearg-Due:
"A me ha portato a questa professione un grave errore.
AL terzo anno di Liceo Scientifico mi segarono impietosamente (ed avevano ragionissima di farlo), e siccome lì per lì non avevo voglia di continuare, ma avevo intrapreso il LS con la ferma intenzione di fare Medicina, scelsi come ripiego la Scuola Infermieri.
Scuola che ben presto si rivelò per tutto il contrario di quello che volevano già allora farci credere: era una semplice fucina di "forza lavoro" generica.
Schifato dall'ambiente, ma che comunque non mi creava nessun problema dal punto di vista didattico, ripresi gli studi liceali facendo ben tre anni in uno (durante la SI) e terminai lo Scientifico.
Ovviamente finire la SI fu un gioco da ragazzi.
Tornassi indietro non rifarei uno sbaglio simile nemmeno con un AK47 puntato alla schiena."
poldino80:
"l'infermiere è un lavoro sicuro e molto ricercato uno dei pochi sicuri in Italia."
eparina da Montevarchi (Ar):
"...allora le mie motivazioni ......ho voluto fare l'infermiera sin da piccola ci sono riuscita e non me ne pento affatto!!!"
susanna da Mantova:
"Le mie motivazioni?
Dopo diploma di ragioneria, 3/4 di facoltà di Pedagogia (abbandonata perchè "non era quello che credevo io"...), esame di stato (con preparazione allucinante) come consulente del lavoro......sono diventata paziente.
E lì ho capito cosa non doveva essere un infermiere e di cosa ha bisogno un paziente e ho pensato (sicuramente sbagliandomi, per carità..) che ne sarei stata all'altezza.
..mi son tolta il pigiama e mi sono infilata la divisa...molto meglio!
Lo rifarei...forse."
Ilaria_1989:
"Salve a tutti, sono nuova...
A dire il vero io devo ancora scoprire il perchè ho scelto questo corso di studi.
Molti miei amici scherzando dicono "perchè hai la passione per l'orrido".
In realtà ho deciso che volevo fare questa professione a 16 anni...forse perchè quando andavo a trovare mia madre (lei è OSS) restavo affascinata da quell'ambiente e da quel lavoro.
Nei tirocini poi ho avuto la conferma...se piace è un lavoro bellissimo!"
...e da parte mia un vero e sentito GRAZIE! :)
Skyes da Treviso:
"Aver lavorato in diversi altri settori: è un "valido" strumento per valutare "pro e contro" di una professione tanto delicata quanto bistrattata.
Ogni scelta, ogni passo fatto: dipendono da proprie predisposizioni.
Un "animo artistico" soffrirebbe nel fare il "contabile".
Un "animo ordinato" soffrirebbe nel "disordine artistico".
Oltre a questo: la legge della natura, l'adattamento nelle varie forme, porta ad accettare una professione piuttosto di un' altra.
Come vedi: molteplici risposte.
Ogni uomo ha la propria."
xx46it:
"Bella domanda....nel mio caso prevalse il senso pratico. Dopo qualche tentativo inutilissimo di vincere un concorso da maestra , dovetti soprassedere e trovarmi altro da fare. Fu un peccato per io adoro i bambini.....fu così che scelsi di diventare infermiera, invece di bambini mi sarei occupata di malati....sempre degli indifesi comunque.....pensavo che le due professioni si somigliassero.
Il fatto di indossare una divisa, avere rispetto per le regole e la disciplina, per la gerarchia e lavorare al servizio della gente rispecchiavano cose che conoscevo già , visto che mio padre una divisa l'ha indossata tutta la vita e mi ha trasmesso il suo senso del dovere e dell'onore.....
così sono diventata un'infermiera ......a volte penso che avrei preferito una divisa della polizia , forse avrei servito meglio il mio paese....quando l'ho detto ad una mia collega lei ha risposto "poveri noi se diventavi poliziotta!" Ci sono rimasta male."
Dearg-Due:
"A me ha portato a questa professione un grave errore.
AL terzo anno di Liceo Scientifico mi segarono impietosamente (ed avevano ragionissima di farlo), e siccome lì per lì non avevo voglia di continuare, ma avevo intrapreso il LS con la ferma intenzione di fare Medicina, scelsi come ripiego la Scuola Infermieri.
Scuola che ben presto si rivelò per tutto il contrario di quello che volevano già allora farci credere: era una semplice fucina di "forza lavoro" generica.
Schifato dall'ambiente, ma che comunque non mi creava nessun problema dal punto di vista didattico, ripresi gli studi liceali facendo ben tre anni in uno (durante la SI) e terminai lo Scientifico.
Ovviamente finire la SI fu un gioco da ragazzi.
Tornassi indietro non rifarei uno sbaglio simile nemmeno con un AK47 puntato alla schiena."
poldino80:
"l'infermiere è un lavoro sicuro e molto ricercato uno dei pochi sicuri in Italia."
eparina da Montevarchi (Ar):
"...allora le mie motivazioni ......ho voluto fare l'infermiera sin da piccola ci sono riuscita e non me ne pento affatto!!!"
susanna da Mantova:
"Le mie motivazioni?
Dopo diploma di ragioneria, 3/4 di facoltà di Pedagogia (abbandonata perchè "non era quello che credevo io"...), esame di stato (con preparazione allucinante) come consulente del lavoro......sono diventata paziente.
E lì ho capito cosa non doveva essere un infermiere e di cosa ha bisogno un paziente e ho pensato (sicuramente sbagliandomi, per carità..) che ne sarei stata all'altezza.
..mi son tolta il pigiama e mi sono infilata la divisa...molto meglio!
Lo rifarei...forse."
Ilaria_1989:
"Salve a tutti, sono nuova...
A dire il vero io devo ancora scoprire il perchè ho scelto questo corso di studi.
Molti miei amici scherzando dicono "perchè hai la passione per l'orrido".
In realtà ho deciso che volevo fare questa professione a 16 anni...forse perchè quando andavo a trovare mia madre (lei è OSS) restavo affascinata da quell'ambiente e da quel lavoro.
Nei tirocini poi ho avuto la conferma...se piace è un lavoro bellissimo!"
...e da parte mia un vero e sentito GRAZIE! :)
venerdì 2 aprile 2010
lunedì 22 marzo 2010
Nasce un nuovo blog...
Ciao a tutti!Ecco qua, finalmente, dopo tanti pensamenti e ripensamenti nasce un nuovo blog!Il mio blog!E' stata un'idea improvvisa, un fulmine a ciel sereno direi...un giorno, in una delle tante lezioni che, ormai ininterrottamente si susseguono da Ottobre, viene lanciata l'idea di preparare l'esame di informatica creando un blog (oltre che la possibilità "tradizionale" di studiare qualche concetto teorico e di rispondere a qualche domanda per guadagnarsi il "tradizionale voto in trentesimi)...Ed è così che senza pensarci su due volte l'idea di creare ex novo qualcosa di personale e di originale allo stesso tempo "in rete", mi ha subito incuriosito...in pochi secondi quella che era stata lanciata come una semplice idea si è trasformata in una (modestia a parte) formidabile intuizione: creare un blog che parli e affronti l'argomento della "Motivazione" e quindi anche della eventuale "Scelta" che ne consegue e a cui può dar vita...Il filo conduttore sarà questo perchè penso che l'elemento fondamentale di ogni scelta, che muove una persona e che, soprattutto, la fa andare avanti nonostante le inevitabili difficoltà che un qualsiasi percorso può presentare è la "Motivazione"...perchè faccio una cosa?qual è lo scopo della mia azione?verso quale direzione mi sto muovendo se agisco in un determinato modo e se scelgo di fare certe cose pittosto che altre?Si può azzardare una risposta a queste domande?...Penso proprio di sì...altrimenti nulla avrebbe un senso nella nostra vita e questo, sinceramente, nè mi va di crederlo, nè tanto meno di pensarlo! Ecco quindi spiegata l'importanza che, personalmente dò a questi due imprenscindibili elementi: la "Motivazione" e la "Scelta"...e la cosa si fa ancora più intrigante perchè è, senza dubbio, particolare il percorso che studenti del primo anno di infermieristica di Firenze hanno cominciato qualche mese fa (dopo aver superato un concorso che ci ha tenuti tutta l'estate sui libri!...o almeno voglio sperare :)). A chiunque si chiede in giro si sentirà dire che non è una scelta come le altre, che quello dell'infermiere è un lavoro particolare, è una missione, ecc...ecc... beh, sinceramente, un pò lo credo anch'io questo perchè se si pensa che, quotidianamente, saremo a contatto con persone malate, con persone che soffrono e che il più delle volte sono nell'ultima fase della loro vita...misurarsi, quindi, con queste realtà piuttosto tristi della nostra esistenza non credo sia cosa semplice, nè tanto meno che si possa risolvere in quattro e quattro otto...non so, forse per tutta la vita ci porteremo dietro certi interrogativi e chissà se ne verremo mai a capo...ma forse proprio questa è la cosa bella della professione che un giorno, si spera non troppo lontano, eserciteremo...ci metterà nella condizione di non avere mai risposte certe e questo ci renderà continuamente umili e pronti a qualsiasi necessità saremo chiamati!Che bella prospettiva eh?!Spero non sia solo "filosofia" o "pura fantasia" la mia...vabbè intanto si comincia...
Nasce un nuovo blog allora!..."Essere Infermiere: una scelta di vita"...Coraggio!
Nasce un nuovo blog allora!..."Essere Infermiere: una scelta di vita"...Coraggio!
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